In questo nuovo articolo, l’autrice del Flowdreaming ci conduce ad una ulteriore esplorazione dell’arte del manifestare che rappresenta un punto, un elemento centrale per comprendere questa bellissima tecnica per manifestare i propri sogni nella vita.
Se ti interessano argomenti come Flowdreaming e manifesting, ti invito a seguire questo articolo che rappresenta la seconda parte dell’articolo”Flowdreaming:manifestazione e flusso di energia”.
La manifestazione ha avuto molte ondate di popolarità lungo il corso degli anni, dalle mode relativamente recenti ai celati messaggi scoperti nelle più antiche religioni le quali l’hanno sempre praticata sin dagli albori della civilizzazione. Mentre la nostra era andava avanti, nuovi filosofi, metafisici e autori reintroducevano quest’idea e cominciavano a discutere della connessione energetica che noi creiamo con i nostri desideri. La scena era pronta per quella scienza che, da quel momento in poi, ha dilagato e ha fornito le basi di tutto ciò.
Quando penso a come il concetto di Flusso di energia è entrato nella mia vita, lo posso immaginare come una progressione naturale, molto simile al punto finale della realizzazione di un insieme di esperienze disposte a domino. Nel corso degli anni, le mie azioni, interessi e pensieri hanno scavato un canale, come un rivolo d’acqua attraverso il fango, che mi ha portato alla mia attuale comprensione del Flusso di energia. Come per molte persone, stavo “manifestando inconsapevolmente” nella mia vita – così è semplicemente successo che il risultato finale di questa particolare manifestazione mi ha portato ad una consapevolezza del concetto stesso.
Molto tempo fa, ho imparato a mettere in pratica le tecniche di manifestazione più conosciute: meditazione, visualizzazione creativa, affermazioni, incantesimi, preghiere, rituali e così via. Ognuna di queste mi prometteva un modo per cambiare o alterare la mia realtà basato sul mio pensiero o desiderio. Ho provato la maggior parte di queste tecniche, ma nessuna mi ha soddisfatto completamente.
Ho capito che quando pregavo, spesso diventavo supplichevole, chiedendo ad un potere, che supponevo fosse più alto di me stessa, di giudicare se ero abbastanza degna di ricevere ciò che chiedevo. Mi sentivo essenzialmente impotente.
Ho scoperto che quando meditavo, mi sentivo frustrata e arrabbiata con me stessa perché la mia mente diventava insolitamente chiacchierona. Essa piagnucola costantemente come un cane che abbaia per richiamare l’attenzione. Perciò passavo il poco tempo che avevo a meditare combattendo i miei stessi pensieri e sentimenti dal momento che mi agitavo sempre più a causa della mia apparente incapacità di meditare. Era come andare contro la natura del ritmo spontaneo della mia mente. Ancora una volta, finivo col sentirmi impotente, questa volta sulla mia stessa mente.
Quando facevo “incantesimi” o rituali per la manifestazione, mi sentivo un po’ sciocca ad invocare dei con cui non avevo alcun tipo di connessione. Tutto il procedimento sembrava impregnato dei dogmi del passato e sembrava che io stessi attuando nostalgici rimaneggiamenti di rituali pagani ricostruiti da qualche guida carismatica. Era divertente ma poco efficace. Tuttavia, mi è piaciuto molto l’aspetto per cui le energie desiderate vengono ancorate nel mondo fisico attraverso rituali.
Se dicevo le affermazioni, provavo la sensazione che mentre avevo veramente cambiato il mio pensiero subconscio, ancora non vedevo i miei desideri tradotti in esperienza.
Anche praticare la visualizzazione creativa mi faceva sempre chiedere se le immagini che stavo generando facessero veramente qualcosa o fossero indirizzate verso una meta. Siccome non ero sicura di quanto dettagliata dovessi essere, visualizzavo ciò che volevo: mi concentravo su tutti gli aspetti dello scenario fino ai colori, la struttura, i luoghi e le persone coinvolte in ciò che desideravo; poi aprivo gli occhi e pensavo Quindi è successo veramente qualcosa? Perché io non mi sento affatto diversa. Ciononostante, ogni tanto, ero talmente coinvolta dalla mia immaginazione da sentire un tuffo al cuore che mi riempiva di esuberanza. Provavo un’intensa connessione interiore con ciò che volevo, visualizzandolo come già avvenuto. Solo allora sentivo di avere veramente scoperto qualcosa.
Quando ho iniziato a mettere in pratica l’arte della manifestazione per la prima volta, avevo provato tutte le tecniche sopra citate. Alla fine, ho cominciato a fare pratica ogni giorno assieme a mia madre che mi faceva da supporto – come un “amico di dieta” che chiami ogni giorno giusto per assicurarti di non soccombere a torte e bibite dolci. Io e lei abbiamo deciso per una forma di visualizzazione creativa colorata con le nostre particolari sfumature di famiglia.
Un giorno, mentre ci stavamo guidando l’una con l’altra attraverso la nostra visualizzazione, abbiamo sentito qualcosa di molto diverso, quasi come se fossimo state “portate” da qualche parte. Di lì a poco, ho dato a questa sensazione il nome di “Flusso di energia”. Il nostro incontro con il Flusso di energia ha aperto la porta su alcune spettacolari rivelazioni spirituali e ha annunciato un cambiamento così grande che abbiamo perfino incontrato energie di altri mondi mentre cercavamo di comprenderlo.
Come ho già spiegato dettagliatamente nel mio primo libro, Flowdreaming – Una tecnica radicale e nuova per manifestare ciò che vuoi, il mio iniziale incontro di esplorazione con il Flusso di energia mi ha portato ad iniziare a lavorare intensamente con esso. Ben presto, ho realizzato che subiva fortemente l’impatto delle emozioni. Da lì, ho scoperto che avevo ottenuto la mia manifestazione più forte attraverso la combinazione di tre potenti ingredienti– una triade di Flusso di energia, sogno ad occhi aperti ed emozioni – che, combinati assieme, producevano lo strumento di manifestazione più potente che io avessi mai sperimentato. Ho chiamato questa potente combinazione “Flowdreaming”.
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